dicembre 30

Gli ombrelli del 2014 (Tra piogge e schiarite)

Gli ombrelli del 2014. (Tra piogge e schiarite)

Sarà capitato a tutti di cambiare il proprio umore col cambiare delle condizioni metereologiche. E così la nostra felicità è passata dall’assomigliare a uno splendido raggio di sole o a un fulmine caduto al suolo facendoci tremare.

Tra nuvole e schiarite, tra raggi di sole e fulmini, da cieli stellati a pioggia battente, questo 2014 è trascorso e volge al termine.

Non so ben dire quante volte ho dovuto aprire l’ombrello per ripararmi dalla pioggia e dalla grandine e quante altre l’ho aperto per ripararmi dai raggi del sole ma tant’è,  questo anno, come tutti voi, l’ho trascorso con in mano un ombrello.

E così ho visto raggi di sole ad ogni contratto chiuso con la mia società, saette ogni volta che aprendo il client di posta trovavo mail con tassazioni in scadenza. E credetemi, troppo spesso si tratta di migliaia di euro. Perchè in Italia cambia tutto e non cambia nulla e sono sempre i soliti a pagare.

Ho visto raggi di sole e ho lasciato che mi abbronzassero senza ombrellone quando ho conosciuto Claudia perchè il sole spesso non è solo alto nel cielo ma ci cammina accanto illuminandoci e scaldandoci e le notti non sono tenebrose ma distese infinite di stelle e di lune piene sorridenti. Ho preso l’ombrello per ripararmi dalla pioggia ogni volta che ci sono state incomprensioni tra noi. Ogni volta che ho alzato la voce e ho lasciato scappare parole. Ogni volta che con leggerezza le ho ferito la sensibilità. Ma in fondo siamo come i bambini che si sbucciano le ginocchia mentre giocano e dopo la paura sono di nuovo in piedi pronti a correre.
Ho visto cieli sereni quando al mattino mi sono svegliato con lei e con lei, nella notte, ho spento la luce dopo averla guardata negli occhi. Ho visto le nuvole quando quel cuscino era vuoto. Possiamo prevedere tutto ma l’amore non ti avvisa, ti afferra, ti trascina e ti sbatte ovunque.

Mi sono coperto con un ombrellone da sole quando ho saputo che il 2015 sarà l’anno del “sì” di Alessio e Paola, di Piero e Raffaella.  Mi ha colpito come un fulmine, paralizzandomi, la notizia della dipartita prematura di Ivano. E così mi sono ricordato che occorra dare un senso a ogni giornata.

Cielo terso quando le giornate finivano con la stanchezza da lavoro, dopo 12/13/14 ore filate da un lavoro all’altro ma la soddisfazione di aver fatto del proprio meglio, di sentirsi realizzati. Grandine quando gli acciacchi di salute mi hanno procurato sofferenza. Ma ci sono sofferenze che aprono la porta a gioie come acquazzoni che ti sorprendono senza l’ombrello, durano pochi minuti per lasciare nuovamente la scena al sole.

Ho toccato con mano le stelle, le ho viste girare in tondo, fare mille piroette quando, per chiudere l’estate, sono finito in ospedale a causa dell’ustione di secondo grado alla mano sinistra.

Sono stato felice ogni volta che ho visto brillare, come raggi di sole, gli occhi delle persone che amo, meno felice quando ho scorto lacrime, tristezza, delusione, sconforto sui loro volti.

Ho visto sole, grandine, neve, vento, burrasca. Ho visto arcobaleni in cieli grigi e minacciosi. Ho visto cieli stellati in gelide notti d’inverno. Oggi non so dire se questo sia stato un anno bello o brutto. E’ stato anche questo intenso. Ho incrociato tanti di voi e con voi, sotto un ombrello da sole o da pioggia, ho percorso un tratto di strada. Con ognuno ho scambiato pensieri, sguardi, sorrisi, consigli. Di alcuni ho asciugato le lacrime e ad alcuni ho permesso di fare altrettanto con me. Si chiude questo anno 2014 e vi esprimo il mio Grazie. La strada da soli è sempre troppo lunga. E allora GRAZIE per avermi accompagnato fino al 2015 e grazie se resterete con me ancora. E se fuori c’è il sole o la pioggia, se c’è la luna con le stelle, se le nuvole tolgono colore al giorno anche il prossimo anno nulla potrà fermarmi perchè io avrò sempre in mano un ombrello.

FELICE 2015

 

 

 

gennaio 23

Riempirsi per essere importanti

“Ognuno vale tanto
quanto le cose a cui dà importanza.”
Marco Aurelio

Quante volte avrai pensato a qualcosa di importante, a una persona importante? Spesso importante è il termine di paragone rispetto a qualcosa che non lo è.

Cosa o chi è quindi realmente importante? E rispetto a cosa o a chi si è importanti? Qual è il suo significato?

Non si può comprendere la vera portata di questa comunissima e spesso abusata parola prescindendone dall’etimologia. Per essere importanti occorre portare dentro di sé qualcosa, occorre riempiersi di qualcosa, che è già dentro di noi o che viene dall’esterno e che contribuisce ad umentare la consapevolezza che ognuno ha di sé rispetto a quello che è fuori di sé.
Presuppone un lavoro su se stessi.
Importante quindi non è la qualifica di fama, di grossa responsabilità. Non è solo questo.
Ha una connotazione più profonda, meno assoluta e più relativa in cui ogni gesto assume importanza quando è espressione di una forte coscienza.

Una persona diventa importante quando è in grado di accrescere questa coscienza che ci vive dentro, diventa importante nel momento in cui la rendiamo partecipe delle nostre attenzioni.
Siamo quindi importanti nella misura in cui riusciamo a riempirci con rispetto della considerazione altrui.

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gennaio 13

Penetrare. Con un Punto.

Il punto.

Punto dal latino Punctum derivato da pungĕre che vuol dire penetrare.

Possiamo dire dunque che ogni volta che mettiamo un punto siamo penetrati. Facciamo nostro qualcosa. L’abbiamo assimilato

Quante volte mettiamo un punto in una giornata? Innumerevoli volte se ci pensate. Solo in questo articolo, finora, ce ne sono ben 5.
Spesso diamo al punto il compito di chiudere in modo definitivo qualcosa ma questo concetto è puramente relativo se consideriamo che ogni qualvolta mettiamo un punto siamo subito pronti a cominciare qualcosa che continua la precedente. E così, il punto precede l’inizio di una nuova frase che è la continuazione di un paragrafo, che continua un capitolo, che compongono un libro ecc ecc.

Mettiamo punto quando chiudiamo un evento, quando chiudiamo una giornata pronti per iniziare la successiva.

Ma allora il punto chiude o no?

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