gennaio 27

Il giorno della memoria?

Olocausto dal gr. [Olos] tutto e [kayston] bruciato.
“Non milioni di persone furono bruciate ma le coscienze e la dignità dell’uomo.”

memoria

Un giorno per ricordare, per fare memoria, 364 per dimenticare. Dimentichiamo con tanta facilità che abbiamo bisogno di una giornata per ricordare.

Memoria è trasmettere ciò che ci è stato lasciato perchè ricordassimo. Dunque pensiamo che il genocidio ci sia stato lasciato perchè oggi ne potessimo fare memoria? Campi di concentramento costruiti perchè oggi potessimo ricordarne?
E’ forse un modo per ripulire le coscienze che nel corso dell’anno si sporcano? Perchè il ricordo del passato deve essere un monito per il futuro, un insegnamento.
Siamo capaci di rendere quell’infame sacrificio, sebbene il sacrificio sia quello di immolazione sull’altare al fine di rendere sacro, motivo di civiltà? Oppure anche noi continuiamo ogni giorno a perpretare sull’altare dell’umana follia tributi esecrabili?
Auschwitz
La memoria è il rispetto prima verso se stessi, della propria dignità e poi sarà il rispetto che ognuno di noi riuscirà ad esercitare verso chi ci vive accanto, verso chi incrociamo nella vita.

La shoah si ricompie ogni volta che una donna viene ammazzata, ferita. Ogni volta che discriminiamo un omosessuale. Ogni volta che un barcone affonda in balia delle onde e e del disinteresse ed egoismo degli uomini.

Fare memoria è ricordare non in modo passivo ma operare cambiamenti consequenziali evitando di buttare nella terra quel sale che brucerà ancora impedendo che nascano nuovi fiori.

gennaio 23

Riempirsi per essere importanti

“Ognuno vale tanto
quanto le cose a cui dà importanza.”
Marco Aurelio

Quante volte avrai pensato a qualcosa di importante, a una persona importante? Spesso importante è il termine di paragone rispetto a qualcosa che non lo è.

Cosa o chi è quindi realmente importante? E rispetto a cosa o a chi si è importanti? Qual è il suo significato?

Non si può comprendere la vera portata di questa comunissima e spesso abusata parola prescindendone dall’etimologia. Per essere importanti occorre portare dentro di sé qualcosa, occorre riempiersi di qualcosa, che è già dentro di noi o che viene dall’esterno e che contribuisce ad umentare la consapevolezza che ognuno ha di sé rispetto a quello che è fuori di sé.
Presuppone un lavoro su se stessi.
Importante quindi non è la qualifica di fama, di grossa responsabilità. Non è solo questo.
Ha una connotazione più profonda, meno assoluta e più relativa in cui ogni gesto assume importanza quando è espressione di una forte coscienza.

Una persona diventa importante quando è in grado di accrescere questa coscienza che ci vive dentro, diventa importante nel momento in cui la rendiamo partecipe delle nostre attenzioni.
Siamo quindi importanti nella misura in cui riusciamo a riempirci con rispetto della considerazione altrui.

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gennaio 13

Penetrare. Con un Punto.

Il punto.

Punto dal latino Punctum derivato da pungĕre che vuol dire penetrare.

Possiamo dire dunque che ogni volta che mettiamo un punto siamo penetrati. Facciamo nostro qualcosa. L’abbiamo assimilato

Quante volte mettiamo un punto in una giornata? Innumerevoli volte se ci pensate. Solo in questo articolo, finora, ce ne sono ben 5.
Spesso diamo al punto il compito di chiudere in modo definitivo qualcosa ma questo concetto è puramente relativo se consideriamo che ogni qualvolta mettiamo un punto siamo subito pronti a cominciare qualcosa che continua la precedente. E così, il punto precede l’inizio di una nuova frase che è la continuazione di un paragrafo, che continua un capitolo, che compongono un libro ecc ecc.

Mettiamo punto quando chiudiamo un evento, quando chiudiamo una giornata pronti per iniziare la successiva.

Ma allora il punto chiude o no?

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